La Storia di Antillo

Il paese più remoto della Valle d'Agrò

La Storia di Antillo

Immerso nell’alta vallata del fiume Agrò, tra verdi prati e fitti boschi solcati da ruscelli dalle acque limpide e cristalline, aggrappato alle pendici di una collina dominata dalla maestosa imponenza della mitica Rocca Castello, sorge Antillo, incantevole centro montano ricco di attrattive naturalistiche di incomparabile bellezza e di remote tradizioni popolari.

Questo antico borgo dalla storia millenaria è posto sul versante jonico dei monti Peloritani e dista poco meno di 30 Km da Taormina e non più di 80 dall’aeroporto di Catania.

Il nome Antillo, etimologicamente, pare possa provenire dalle due parole latine ante e illum cui viene attribuito il significato di “prima di quelli” o, se si vuole, “prima degli altri” e questa spiegazione consente di accreditare maggiormente la convinzione che, nella Valle d’Agrò, il popolo di Antillo sia esistito prima, appunto, degli altri. Tuttavia, non può nemmeno escludersi che il toponimo possa derivare dal greco antos che vuol dire “fiore”, e quindi terra dei fiori, probabilmente per la bellezza delle campagne e la varietà dei fiori che ancor oggi nascono nelle sue valli.

La fondazione di Antillo risale, verosimilmente, in epoca romana o almeno bizantina considerando che quando, nei primi decenni del IX secolo d.C., gli Arabi penetrarono nella Valle d’Agrò trovarono Antilli (Antillo) popolato come tutti gli altri casali circostanti (Casale Vetus, Savoca, Locades, Palmolii). Sul finire dell’XI secolo, dopo un’aspra lotta contro i musulmani, furono i Normanni a conquistare la Sicilia i quali instaurarono il feudalesimo e sottoposero il nostro e i casali viciniori alla sovranità della Baronia savocese. Anche successivamente all’abolizione del feudalesimo, Antillo rimase assoggettata al potere religioso, giuridico e politico di Savoca. Soltanto il 1° gennaio 1846, le aspirazioni autonomistiche della popolazione locale furono accolte e il villaggio di Antillo, che all’epoca contava appena 512 abitanti, venne elevato a Comune come disposto dal Real Decreto del 17 febbraio 1845 emanato da Ferdinando II di Borbone, Re delle Due Sicilie.

Antillo si raggiunge da Sant’Alessio Siculo percorrendo la strada provinciale che costeggia il fiume Agrò, addentrandosi nella zona più interna della vallata attraverso un percorso suggestivo che svela ad ogni curva scorci panoramici mai uguali. Una volta giunto in questa amena località, il visitatore rimane affascinato dalla selvaggia e aspra bellezza di scenari mozzafiato ed inebriato dai profumi di una rigogliosa e variegata vegetazione.

Eppure Antillo non è solo ambiente e natura. Qui si può godere del sapore antico e dell’aroma intenso che contraddistinguono i prodotti gastronomici locali, assoluti protagonisti in occasione delle famose sagre antillesi. Si può andare alla ricerca della magica atmosfera che si avverte passeggiando tra angusti vicoli e vetuste dimore di un centro storico ancora pulsante di vita. Si possono conoscere avvincenti modi di vita della civiltà rurale visitando il Museo Agro-Pastorale. E poi ci si può dedicare alla scoperta di autentiche espressioni di fede religiosa partecipando alla festa in onore della Madonna della Provvidenza, o di secolari tradizioni popolari assistendo alla sfilata per le vie del paese, durante il carnevale, della maschera tradizionale antillese. E ancora si può visitare il Giardino di Redenzione, struttura socio-religiosa di accoglienza nota in tutta la Sicilia. Ma soprattutto, ci si può recare sul monte Pizzo Monaco ove è collocata la Campana per la Pace, l’unica al mondo dedicata ai dispersi di tutte le guerre, simbolo di amicizia tra i popoli e di solidarietà fra gli uomini.

 

da "Antillo Notizie"

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